| La devozione
alla B.V. Maria dell'Aiuto |
La Festa liturgica
di Maria Aiuto dei Cristiani, (Maria Ausiliatrice),
è stata istituita dal Papa Pio VII nel 1815,
e fissata il 24 maggio, in riconoscenza alla
Madonna per la sua liberazione dalla prigionia
a cui lo aveva costretto Napoleone Bonaparte
a Fontainebleau. La devozione però a Maria
Aiuto dei Cristiani è di molto anteriore.
La vittoria di Lepanto del 1571, legata alla
memoria del Papa San Pio V, con la quale è
bloccata la conquista dell’Europa da parte
dell’Islam, è una conferma provvidenziale
che la devozione all’Ausiliatrice è già abbastanza
diffusa tra il popolo cristiano, almeno in
Italia.
A Solagna, in provincia di Vicenza, è plurisecolare
la devozione alla Madonna sotto il titolo
di “Madonna dell’Aiuto”.
È fuor di dubbio che già nel 1500 era invocata
sotto questo titolo, per cui si può affermare
che proprio a Solagna si trova la più antica
immagine dal titolo “Aiuto dei Cristiani”:
titolo dato ufficialmente alla Vergine da
San Pio V nel 1571 dopo la famosa battaglia
di Lepanto. La piccola immagine, dipinta su
tavola, per la tecnica della colorazione e
per l’atteggiamento, è certamente di provenienza
bizantina ed è forse contemporanea alla Madonna
Costantinopolitana che si trova nella Basilica
di Santa Giustina a Padova.
È tradizione che essa sia arrivata nella
Valbrenta in modo prodigioso. Lo conferma
una nota di un vecchio registro del 28 settembre
1614 che così la descrive: “Nella Chiesa Arcipretale
Matrice di Solagna si venera un’immagine di
Maria detta dell’Aiuto. È un piccolo quadro
dipinto in legno di noce con corona d’argento
in capo alla Madre ed al Figliuolo... Da una
pia tradizione si ritiene sia stata portata
qua prodigiosamente.
Il più comune racconto di questa manifestazione
riferisce che un viaggiatore pervenisse a
Solagna portando con sé questa benedetta immagine
e che, depostala nella chiesa, più non si
lasciasse vedere. Essendo stato circa il 1450
(1508) arso in un incendio l’Archivio della
Parrocchia, non abbiamo notizie certe e documentate
anteriori a quell’epoca, in cui Massimiliano
condusse per qui il suo esercito contro Venezia.
Certissimo però gli è che i Solagnesi ebbero
sempre una tenera e filiale devozione a Maria
SS. dell’Aiuto”.
Proprio per onorare la Madonna già nel 1514
“si trattò di fare una Cappella al di Lei
altare più decente ed onorevole di quella
vecchia”, e si costituì una pia Congregazione,
approvata con Breve apostolico dal papa Urbano
VIII il 1° maggio 1627, arricchita da varie
indulgenze per coloro che visitavano la chiesa.
Nel 1860, Pio IX concesse l’indulgenza plenaria
durante l’ottavario in preparazione alla festa
dell’Immacolata, che venne celebrata in modo
solenne e fu preceduta da una predicazione
e si concluse con una grande processione con
la venerata Immagine.
Il documento del Papa del 1627 fissava però
la festa principale per la Congregazione della
Madonna dell’Aiuto nel giorno dell’Assunzione,
cioè il 15 agosto; perché allora si festeggia
l’8 dicembre, cioè l’Immacolata.
La popolazione di Solagna ha una lunga e
drammatica storia di emigrazione. Gli abitanti
si spostavano in diverse province del territorio
nazionale e anche all’estero per esercitare
il mestiere di boscaioli nella produzione
del “carbon dolce”: i più anziani ancora oggi
ricordano le interminabili peregrinazioni
verso i boschi della Carinzia, della Carnia,
della Croazia, della Bosnia dove passavano
le lunghe stagioni.
Altri andavano sui monti del Bellunese (esiste
ancora nello Zoldano una località chiamata
Solagnot, perché abitata da Solagnesi, chiamati
in dialetto Solagnoti). Anche l’Appennino
tosco-emiliano, le Marche e l’Abruzzo hanno
visto i boscaioli di Solagna. Alcune famiglie
continuano ancora su quei monti le tradizioni
paterne. Ma i più erano stagionali e finito
il duro lavoro (da febbraio a novembre), tornavano
al loro paese e si trovavano insieme ai loro
cari per la festa del paese, la Madonna fredda,
la loro cara e venerata Madonna dell’Aiuto.
È anche per questa storia di miseria e di
lavoro, per questi ricordi di famiglie finalmente
riunite, che la festa dell’Immacolata resta
per i Solagnesi la “festa più bella” con la
“sagra del mandorlato”. È preceduta da una
predicazione (che in passato durava otto giorni,
ed oggi è ridotta a tre), che può essere considerata
una vera e propria missione con incontri per
tutte le categorie. Il giorno della festa,
tutte le Messe sono frequentatissime, specialmente
la Messa solenne. Ma è nel pomeriggio che
ai Solagnesi si aggiungono molti valligiani
nella grandiosa processione per le vie del
paese con la venerata immagine.
Don Mario Morra SDB
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